Tris d’assi per il Santa Chiara

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A cura di Massimo vallotto

Il nuovo Polo Museale-Culturale Santa Chiara mostra fin dal suo sorgere quali possano essere le proprie credenziali e potenzialità

L’incontro pubblico di presentazione del nuovo complesso museale culturale posto nel cuore della città, è stato l’occasione per una piacevole conversazione informale con dei campioni veneti o comunque legati ad aziende venete.

Il Polo Museale Culturale Santa Chiara rappresenta, non solo per Bassano del Grappa ma per tutto il Veneto, allo stesso tempo una sfida e una straordinaria opportunità.
La nascita di un luogo destinato ad accogliere un poderoso insieme di collezioni che fanno capo al mondo naturale (Collezione Brocchi – Parolini – Luca) e tecnologico (Museo dell’Automobile BonfantiVimar), in dialogo con il patrimonio artistico esistente lungo quello che diventerà l’Asse dei Musei, avrà il merito di riqualificare un’area strategica e degradata del Centro Storico, ma soprattutto di diffondere negli ambiti del turismo culturale internazionale l’attrattività di un innovativo e unico complesso museale, messo a sistema in una politica di marketing territoriale di ampio respiro. Grande è stato l’impegno per elaborare un progetto che riunisse in sè la massima attenzione per i contenuti culturali e per l’architettura, e che nello stesso tempo fosse fornito di adeguati accorgimenti tecnologici volti alla sostenibilità e al risparmio energetico in una logica di contenimento dei futuri costi di gestione.
Importanti sono i finanziamenti finora ricevuti ed espressamente legati alla realizzazione di questa opera, in particolare quello erogato dalla Fondazione Cariverona, ed altri potrebbero giungere in una logica regionale, nazionale ed europea.
Per conoscere meglio il nuovo edificio e la progettualità a esso legata, permettendo a tutti di coglierne le innumerevoli potenzialità, l’Amministrazione comunale ha organizzato un incontro per la cittadinanza, tenutosi il 21 giugno 2013 all’Hotel Palladio. Sono intervenuti il sindaco di Bassano Stefano Cimatti, l’assessore ai Lavori Pubblici Bernardi, quello alla Cultura e alle Attività Museali Ferraro, quello al Turismo e alle Attività Economiche Fabris, la direttrice dei Musei Civici Ericani, il presidente del Museo dell’Automobile Bonfanti-Vimar Balestra, moderati dall’architetto Vallotto.
In questo modo si è data la più ampia comunicazione possibile circa le varie tematiche che il progetto racchiude.
A completamento della presentazione ufficiale, è stata organizzata una conversazione informale con dei campioni veneti o comunque legati al nostro territorio.
Il nuovo Polo Museale Culturale Santa Chiara ha pertanto mostrato, tramite una delle aree tematiche che lo comporranno, il Museo dell’Automobile Bonfanti-Vimar, quali siano le credenziali di cui già gode e le potenzialità che può esprimere come richiamo di per sonalità ed eventi importanti nel nostro territorio.
Il “Tris d’Assi” era composto da Miki Biasion, Luca Badoer e Valentino Rossi. Quest’ultimo ha dovuto suo malgrado dare forfait, in quanto impegnato nelle prove di campionato del mondo di Moto GP in Spagna.
E’ inoltre intervenuto Matteo Marzotto, in rappresentanza di una famiglia imprenditoriale da sempre legata al mondo dei motori, basti pensare che la sezione permanente del Museo dell’Automobile è dedicata al conte Giannino Marzotto (vincitore tra l’altro di due Mille Miglia nel ’52 e ’53) moderati magistralmente dal giornalista Roberto Cristiano Baggio.
Ma ripercorriamo brevemente la carriera di questi campioni, che hanno dato lustro al nostro territorio.

Miki Biasion
Tutti i bassanesi ricordano perfettamente i due titoli mondiali rally conquistati dal proprio concittadino assieme a Tiziano Siviero nel 1988 e 1989.
La carriera di Miki nei rally inizia nel 1979 con una Opel Kadett GTE e, già nel 1980, alla guida di una Opel Ascona SR partecipa ai Campionati italiano, europeo e mondiale. Il biennio successivo, sempre per gli stessi campionati, lo vede al volante di una Opel Ascona 400, che lo porta alla sua prima vittoria al Rally di Lana, valido per il Campionato italiano.
Dal 1983 al 1991 Miki passa in Lancia, per le prime tre stagioni guida una Rally 037. Nel 1983 vince sei rally e i Campionati italiano ed europeo. Dal 1985 si dedica solo al Campionato del mondo. La sua prima vittoria iridata arriva nel 1986: con una Delta S4 conquista la gara in Argentina e arriva 5°in classifica generale.
Nel 1987 vince tre gare (Montecarlo, Argentina e Sanremo) e con 94 punti arriva secondo in classifica mondiale, dietro al finlandese Juha Kankkunen. Sempre nello stesso anno prova il Campionato turismo a bordo di un’Alfa 75 Evoluzione. Nel 1988 vince 5 gare e il Campionato del mondo di rally alla guida della Lancia Delta Integrale e domina il Giro d’Italia automobilistico in coppia con Patrese, utilizzando un’Alfa 75 Evoluzione 335 cv.
Il bis del Campionato mondiale arriva nel 1989, con la vittoria di cinque gare. Nel ’90 e nel ’91 disputa buone stagioni con due vittorie e diversi piazzamenti.
Dal ’92 al ’94 passa a Ford, pilotando una Sierra RS Cosworth. Nel nuovo team non riesce ad ambientarsi, ma lo porta ugualmente alla vittoria nel rally della Grecia del 1993, stavolta alla guida di una Escort RS Consworth.
La carriera rallystica si conclude in Subaru nel 1995, con l’acuto del terzo posto al Rally di Sanremo.
Dopo i rally, ha inizio la sua seconda carriera, alla guida dei camion da competizione. Corre con Eurocargo al Master Rally Europa-Asia-Russia concludendo secondo in classifica. Partecipa alla Coppa del Mondo Tout Terrain
GTC Truck per il biennio successivo, conquistando tre vittorie e la classifica nel 1998. Nel 1999 le vittorie diventano quattro e conquista nuovamente la classifica.
Nel 2004 passa alla squadra Mitsubishi, pilotando una Pajero, ottenendo il terzo posto al rally di Tunisia. Nel 2003 arriva secondo al Rally di Tunisia e secondo alla Parigi Dakar.
Ha partecipato alla Dakar anche nel 2006, 2008 e 2009. Nel 2011 ha vinto il rally del Marocco, su camion Iveco. Nel 2012, sempre su Iveco, ha partecipato nuovamente alla Dakar vincendo tre tappe e classificandosi al sesto posto in classifica generale. Nel 2013, sempre alla Dakar, è invece arrivato 13° assoluto, a bordo di un Iveco Trakker Evolution 2 del team olandese De Rooy.

Luca Badoer
Il pilota di Montebelluna comincia giovanissimo la sua carriera vincendo nel 1985, a 14 anni, il Campionato regionale kart, classe 100cc. Diviene campione italiano, nella stessa classe, nel 1987 e bissa il successo l’anno seguente nella classe Super 100cc. Già nel 1989 passa alla Formula 3 e arriva alla sua prima vittoria nel 1990, sul circuito di Vallelunga.
Nel 1991 le vittorie diventano tre Diventa campione Formula 3000 nel 1992 a bordo di una Reynard 92D-Consworth, imponendosi su piloti come Rubens Barrichello, Olivier Panis, David Coultard, che diverranno in seguito tutti piloti di Formula 1. Il debutto nella serie maggiore per lui arriva nel 1993 a bordo di una Lola-Ferrari della BMS Scuderia Italia, avendo come compagno Michele Alboreto.
Nel 1994 diviene collaudatore della Minardi, team che ha nel frattempo inglobato la BMS. Le difficoltà economiche della squadra lo costringono a migrare verso la Forti Corse nel 1995. In quell’anno e in quello successivo,
tuttavia, i risultati sono piuttosto modesti a causa dei limiti evidenti della monoposto.
Nel 1997, oltre a condurre test  per la Minardi, partecipa ad alcune gare FIA GT a bordo della Lotus Elise GT1 del Team GBF Engineering. Nel 1998 Jean Todt, direttore tecnico della Ferrari, lo sceglie come collaudatore della
Scuderia, ruolo che Luca mantiene fino a tutto il 2010 diventando il pilota collaudatore n°1 al mondo per km percorsi in F1 (132.000!).
Nel 1999 tuttavia ha preso parte al Campionato mondiale a bordo della Minardi. Tornerà in gara, su una Ferrari per tre gare solo nel 2009, a causa dell’incidente occorso a Felipe Massa.
Oggi Badoer si occupa, sempre all’interno dello staff Ferrari, dello sviluppo dei nuovi modelli granturismo stradali speciali. L’ultimo in ordine di tempo, è la stratosferica “LaFerrari”.

Dei palmares di tutto rispetto, per due campioni che danno prestigio al nostro territorio. Le loro storie, le loro vittorie, le loro auto fanno parte del patrimonio del Museo dell’Automobile Bonfanti-Vimar che quando si
trasferirà all’interno del nuovo Polo Museale Santa Chiara, verrà ulteriormente ampliato per essere meglio conosciuto, diffuso e apprezzato insieme agli innumerevoli primati che la terra veneta ha espresso nel campo del motorismo, mobilità e ingegno.